percorsi di spiritualità
L’ultima domenica di ogni mese i soci del Mosaico si incontrano alle ore 10,00 nella Cappella di Villa del Pino per vivere insieme la Celebrazione Eucaristica ed effettuare percorsi di spiritualità. Il primo incontro è fissato per domenica 31 gennaio con il tema: “Il rapporto tra me e l’altro che è malato e sofferente”.
Da tempo veniva espresso, all’interno dell’ associazione, il desiderio di portare avanti un cammino di approfondimento spirituale, attraverso incontri periodici.
A tal fine durante il ritrovo del 28 novembre scorso, per il rinnovo dell’adesione al Mosaico, venne presentata una proposta di incontri mensili per un percorso di formazione-spiritualità che ci consenta di crescere come soggetti di rinascita di una società in cui l’altro, l’apertura all’altro diventa nostra responsabilità individuale e comunitaria.
Abbiamo identificato alcune direttrici principali che non sono esaustive , ma sono un esempio di temi che ci sembrano urgenti, che possano essere affrontati volta per volta:
- Il rapporto tra me e l’altro che è malato e sofferente;
- Il rapporto tra me e l’altro che viene da lontano, il diverso, l’emigrante, il clandestino;
- Il rapporto tra me e l’altro che è donna o uomo; se l’umanità riuscisse a stabilire migliori relazione tra maschile e femminile, ciò cambierebbe il volto del pianeta;
- Il rapporto tra me e il totalmente Altro: con Dio.
Il tema del 31 gennaio: “ Il rapporto tra me e l’altro che è malato e sofferente”
Per sviluppare questo tema , è stato presa come base la figura del “Cristo- terapeuta” dei Vangeli. Abbiamo due sommari importanti nel Vangelo di Mt.: 4,23 e 9,35.- in cui Matteo fa una sintesi della azione e missione di Gesù.
Cominciamo dal primo : Mt.4,23-24:
“Gesù andava attorno, per tutta la Galilea, insegnando nelle loro Sinagoghe e predicando la Buona Novella del Regno e curando ogni sorta di malattie e infermità del popolo. La sua fama si sparse per tutta la Siria e così condussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guariva…”
Quindi Gesù era un predicatore itinerante, non era un sedentario, se ne andava in giro per tutta la Galilea, e qui vengono indicate le tre attività del suo ministero.
La prima attività è una attività “didascalica”. Questo insegnamento riguarda soprattutto l’interpretazione della legge; insegnamento che viene poi illustrato nel famoso discorso della montagna.
La seconda è una attività “kerigmatica”: che vuol dire il lieto proclama.
Questo è il Gesù evangelista, cioè portatore della lieta notizia. Lieta notizia che riguarda la regalità di Dio. La regalità di Dio è un simbolo, il simbolo della giustizia. Simbolo monarchico che era diffuso in tutta l’area medio orientale del tempo: era il simbolo della giustizia per coloro che giustizia non riuscivano ad avere. Attendevano che Dio finalmente diventasse re nella storia e venisse a rendere giustizia a quelli che giustizia non riuscivano ad ottenere.
La terza attività è quella “terapeutica” di colui che cura ogni genere di malattia e infermità.
Leggiamo in Matteo 9,35:
“ E Gesù se ne andava attorno, in tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe , proclamando la lieta notizia della regalità di Dio, e guarendo ogni genere di malattia e infermità”.
Questa attività terapeutica fa dunque parte del messianismo di Gesù.
Le attività di insegnamento e di annuncio della buona novella vengono illustrate in Matteo nei capitoli 5 e 6, mentre le attività curative vengono sviluppate nei cap.8 e 9: … guarigione del servo del centurione… verrò e lo guarirò…guarigione della suocera di Pietro…venuta la sera gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati, ecc. “
Cos’è la malattia per l’uomo biblico
In questo ambito l’attività terapeutica assume una dimensione importante.
Per l’uomo biblico la malattia non è semplicemente una patologia, una sofferenza che attiene alla parte fisica o psichica, ma la malattia per il mondo biblico è sempre vista come una ingiustizia, non è qualcosa che può far parte del nostro organismo, loro la avvertivano come una ingiustizia, qualche cosa che c’è ma che non ci dovrebbe essere. E non ci dovrebbe essere nel mondo come Dio lo vuole.
Tutta la realtà era infatti interpretata alla luce della fede in Dio, per cui il re che loro aspettavano era colui che togliesse non solo le ingiustizie sociali, ma anche l’ingiustizia della malattia, della sofferenza provocata dalla malattia.
I cristiani tutti sono chiamati a continuare l’opera di Gesù
E’ importante sottolineare che la dimensione di Gesù terapeuta non è confinata solo al ministero di Gesù. Il vangelo di Matteo tende a mostrare che la triplice attività di Gesù continua attraverso la comunità cristiana.
Questa missione non è affidata solo agli “apostoli”, ai dodici, ma anche a tutti i discepoli, cioè a tutti i credenti del suo tempo, e noi diremmo a tutti i cristiani di ogni tempo, soprattutto a quelli di oggi..
Mt.10,1: “…chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattia e infermità…”
La cosa interessante è che l’attività terapeutica fa parte del potere che ricevono da Gesù sugli spiriti immondi, che secondo la credenza del tempo erano questi esseri sovrumani che entravano nell’uomo, provocando malattie fisiche e psichiche. Quindi l’attività terapeutica è una attività non solo rivolta al corpo, ma chiaramente anche alla parte psichica. Più avanti nel versetto 6 (sempre del cap.10) Gesù dice ai suoi inviati: “… strada facendo predicate che il Regno di Dio è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date…”
Alcune conclusioni
- l’attività terapeutica fa parte della missione di Gesù e deve far parte delle attività della comunità cristiana.
- Questa attività terapeutica è in rapporto con la regalità di Dio: rendere giustizia, fa parte del messianismo, Dio era il re che si aspettavano, ma oltre a questo re trascendente aspettavano anche un re terreno, che era il Messia. Quindi le speranze avevano un carattere celeste, ma erano legate alla terra.
- Terzo elemento la terapia del corpo e la terapia della psiche. La terapia di Gesù non si limita alla cura dell’anima (parte spirituale) , ma include altresì la cura dei corpi e della psiche; quindi la cura di tutta la persona. Questo è molto importante per noi, che veniamo da una tradizione in cui si è voluto accentuare la salvezza dell’anima a discapito spesso della salute dei corpi. La speranza cristiana è una speranza rivolta a tutto l’uomo e a tutti gli uomini, non solo ma anche alla natura e all’ambiente dove l’uomo vive. È cioè una speranza cosmica.
Per la nostra comunità cristiana, l’aspetto più importante del messaggio evangelico, è quello di “prendersi cura di”, prendersi cura delle sofferenze del prossimo, è il curare con amore, ciò che implica anche l’impegno a curare con mezzi efficaci.
Per approfondire questo tema, durante la S. Messa è stato scelto, come brano evangelico, la parabola del Buon Samaritano (Luca 10,25-37).
Questo brano è stato scelto perché noi vogliamo sottolineare come il “prendersi cura”, è più vasto che il curare . E questo prendersi cura gli uni degli altri che si trova in tutti i testi evangelici, va al di là del curare una malattia, ma implica portare i pesi e le debolezze gli uni degli altri, in altre parole implica questa reciproca e necessaria solidarietà effettiva degli uni verso gli altri.



