casa Jonathan Mann

Il Progetto di Pronta Accoglienza Residenziale “Casa Jonathan Mann” che l’Associazione Il Mosaico sta realizzando in via Prenestina a Roma, vuole specificatamente rispondere alla particolare condizione assistenziale di due categorie di persone con Aids: le persone detenute e gli stranieri senza permesso di soggiorno in Italia.

Le nuove ed efficaci terapie introdotte in Italia a partire dalla fine del 1996, hanno aumentato le aspettative di sopravvivenza delle persone con Aids ma non tutti i pazienti hanno potuto beneficiare di tali trattamenti. Sono affiorate così  alcune condizioni sociali delle persone in Aids, quali la detenzione e lo status di straniero, che hanno determinato il mancato utilizzo delle nuove terapie.

progetto

Jonathan MannJonathan Mann, primo direttore del Programma Globale sull’Aids dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) è morto insieme a sua moglie Mary-Lou e ad alcuni colleghi delle Nazioni Unite in un disastro aereo nel 1998. Ci ha lasciato un’eredita fatta di analisi della “pandemia Aids” articolata e pluridisciplinare ma soprattutto ci ha dato, con forza, sia nei suoi scritti che nella sua testimonianza di vita, le coordinate del “che fare”. Tra queste l’esigenza di abbattere la separazione tra “noi” e “loro”; di comprendere l’interdipendenza tra Nord e Sud del mondo la necessita di unire forze e di perseguire percorsi di giustizia, specie per le persone da sempre più emarginate ed escluse e, soprattutto, di guardare alla “storia dell’Aids” come a una lezione di vita.

“Poiché quando sarà scritta la storia dell’Aids e della risposta globale a questa pandemia, il nostro contributo più prezioso potrà consistere nel fatto che al tempo della pandemia, noi non siamo scappati, non ci siamo nascosti non ci siamo divisi. Al contrario, in innumerevoli atti individuali e con grandi azioni pubbliche noi abbiamo affermato con il rispetto dei diritti e della dignità umana la fiducia nelle nostre vite, nella comunità, nel futuro del mondo”

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